26/07/2017: Agata dice no alla classificazione di tutti gli appartamenti turistici

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26 Luglio 2017: Agata dice no alla classificazione di tutti gli appartamenti turistici.  Osservazioni relative al  d.lgs 79 del 23/05/ 2011 (art.53) e alla legge regionale 11/2013 (art. 27 bis)

In relazione a quanto emerso nel corso delle Consultazioni cui le categorie sono state invitate a partecipare in merito alle modifiche che la Terza Commissione del Consiglio regionale del Veneto  propone di apportare a:

– d.lgs 79 del 23 Maggio 2011 (art 53)
– l.r. 11/2013 (art 27 bis)

Agata ha ritenuto di presentare le seguenti osservazioni:

  • Posto che Agata non è contraria ad una limitazione della durata delle locazioni turistiche, la stessa tuttavia rileva che tali limitazioni non dovrebbero esser poste nei termini di numero dei giorni (120) quanto piuttosto di numero dei contratti stipulati nell’arco di un anno.

Questo perché è la frequenza della stipula che può determinare imprenditorialità e quindi fare di un’attività ricettiva un’attività economica organizzata in forma d’impresa.

A questo proposito, in considerazione del fatto che le locazioni brevi a Venezia riguardano contratti della durata media di 3/4 giorni, Agata propone che il numero massimo da porre come limite nell’arco di un anno sia di n. 40 contratti.

Oltre il numero di 40 contratti annuali, Agata concorda con l’obbligatorietà dell’apertura di Partita Iva, in quanto si configurerebbe l’avvio di una vera e propria attività imprenditoriale.

  • Agata non concorda tuttavia sull’ obbligatorietà della classificazione di tutte le strutture ricettive in quanto gli appartamenti destinati alla locazione turistica breve, come è noto, non prevedono l’erogazione di servizi.

Al contrario, l’obbligatorieta’ della classificazione anche delle strutture ricettive destinate oggi a locazioni brevi risulterebbe estremamente penalizzante per quanti saltuariamente affittano il loro appartamento, soprattutto nella città di Venezia.

La classificazione, infatti, include un altro obbligo, ossia quello di richiedere per la propria abitazione un cambio di destinazione d’uso che attualmente a Venezia non si può ottenere.

Il presidente
Massimo Maccatrozzo