Nuova proposta di legge contro l’abusivismo

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Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto

C’è una norma sulle strutture ricettive che potrebbe presto cambiare.

Si tratta della  legge n. 11 del 2013 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto”.

La giunta regionale ha infatti licenziato una nuova proposta legislativa che, modificando l’attuale legge,  

introduce una serie di nuovi obblighi per le locazioni turistiche.

Accanto agli adempimenti informativi attuali, il ddl regionale sulle locazioni turistiche introduce l’obbligo di

conformità delle abitazioni alle prescrizioni urbanistiche, edilizie e igienico-sanitarie.

Ogni locazione turistica, se il ddl diventerà legge, dovrà inoltre dotarsi di un codice identificativo dell’alloggio.

Il codice sarà assegnato dalla Regione e dovrà essere esposto negli annunci pubblicitari e  nei siti internet di 

prenotazione ricettiva, in base ad un regolamento che sarà adottato dalla giunta regionale successivamente

all’ approvazione della legge.

 

A questo proposito Agata, da sempre in prima linea contro ogni forma di abusivismo, accoglie positivamente la proposta del codice identificativo, strumento che può diventare utile in termini di tracciabilità in quanto, se è vero che attualmente esiste l’obbligo di mettere un nome negli annunci, è anche vero che nulla vieta che di inserzione in inserzione venga cambiato

La posizione di Agata è invece diversa sull’obbligo delle fosse settiche.

La particolarità della nostra città ha fatto sì che sia prevista la fossa settica per le attività produttive e che sia accordata invece una deroga per le abitazioni private.

Le locazioni turistiche non rientrano tra le attività produttive quindi, a rigor di logica, per la fossa settica dovrebbero esser sottoposte alla stessa norma che vale per le abitazioni.

Più efficaci e immediate, secondo Agata, sarebbero invece altre due misure:

  • l’obbligo della dichiarazione di agibilità, attualmente non richiesta
  • l’obbligo di apertura di una partita iva per coloro che fanno locazione turistica in modo imprenditoriale..

Sul tema Agata spera quanto prima di poter interloquire con l’istituzione regionale, alla quale ha già richiesto di esser ricevuta per poter dare il proprio contributo, come ha fatto in  passato per la formulazione dell’attuale legge sul turismo.

Diamo delle regole che si possano seguire -invita  il presidente di Agata Massimo Maccatrozzo-  Inseriamo

l’obbligo della certificazione di agibilità e facciamo fatturare. La tipologia più diffusa di abusivismo non è quella 

dell’evasore ma quella di chi, registrato il suo appartamento, poi dichiara la metà delle locazioni. Iscrivere un

appartamento oggi è semplice e gratuito per chiunque. Lo fanno tutti, anche quelli che dopo non dichiarano gli

ospiti. Se però  sono privati -spiega Massimo Maccatrozzo-  i loro conti correnti non sono controllabili. Se invece

fosse necessaria una partita iva le cose cambierebbero perché i pagamenti con bonifici o altre forme che non 

siano contanti sarebbero controllabilissimi“.

Secondo Agata infine sarebbe opportuno che fossero definiti a livello nazionale dei parametri per l’imprenditorialità

“Che si tratti di 3, 5 o 10 locazioni all’anno poco importa -afferma il presidente Massimo Maccatrozzo- Si definisca però un limite oltre il quale la locazione turistica diventa imprenditorialità e si faccia fatturare. E’ questo il modo più efficace per combattere gli abusivi.